E’ uscito giovedì 9 settembre 2021 il nuovo singolo della band lombarda La Bella Epoque dal titolo Tutto quello che saremo.
La Belle Epoque ritorna dopo qualche anno di silenzio con una nuova maturità sonora, un singolo di rottura che mette (temporaneamente) da parte chitarre e distorsioni per lasciare spazio ad un dialogo incalzante tra sezione ritmica e tastiere.
Parole potenti, come una pietra in faccia.
Ecco cosa ci hanno raccontato!
- E’ vero che non esiste più una scena rock in Italia?
Forse non esiste più nella concezione che possiamo avere noi nostalgici degli anni 90, ma non per questo si può dire che sia scomparsa. Forse addirittura è cambiato il rock, se diciamo ad un ascoltatore che non ci conosce che facciamo rock cantato in italiano che idea potrebbe farsi?
- Come avete lavorato a questo nuovo disco? Cos’è cambiato rispetto a prima?
E’ cambiato molto rispetto al disco precedente, sia nell’approccio che nel risultato finale. E’ un disco sicuramente più intimo e personale rispetto al precedente, a tratti meno istintivo, ma sempre molto sincero.
Contrariamente a “Il Mare di Dirac” alla quale avevamo voluto dare un’impronta decisamente live, questo nuovo lavoro suonerà molto calibrato, da studio.
- E come nasce un brano de La Belle Epoque? Prima il testo o la musica?
Nella maggioranza dei casi quasi sempre nasce prima la musica. Una prima bozza di accordi ed un arrangiamento essenziale sulla quale viene sviluppata una melodia che da la linea guida. Ai testi si dedica poi Luca, che spesso su lascia trasportare proprio dalle sonorità del pezzo per trovare i contenuti adeguati.
- Di cosa parla il vostro ultimo singolo Tutto quello che saremo?
Parla della possibilità che si ha di prendere una posizione. In questo caso una posizione in un futuro nella quale dobbiamo decidere se adeguarci all’abitudine o sconvolgere i piani.
Non abbiamo la presunzione di considerare giusta una scelta o l’altra, solo crediamo sia importante prendere sempre tutto in considerazione.
- Quali sono gli elementi che rendono questo periodo una belle epoque?
Beh, chiaramente… NOI! Battute a parte, viviamo in un’epoca talmente rapida e diffidente che si è perso completamente il gusto della ricerca del bello. Che non vuole essere l’ostentazione o la ricchezza, anzi, il gusto del bello sta proprio nelle piccole cose, nei dettagli.
E forse questo periodo più che mai ci ha aiutato a riscoprire le piccole cose.
- Quali sono i prossimi passi per La Belle Epoque?
Abbiamo moltissime cose in cantiere e questo nuovo singolo è solo il primo passo. I mesi trascorsi di fermo forzato hanno sicuramente contribuito ad accrescere a dismisura la voglia di far sentire quello che abbiamo prodotto.
E mentre osserviamo l’evolversi dalla situazione live abbiamo in serbo diverse uscite che crediamo valga la pena di seguire!
La Belle Epoque è una band alternative-rock bergamasca attiva dal 2009. E’ composta da Luca Boschiroli (voce e chitarra), Dario Sorano (voce, chitarra e tastiere), Daniele Pizzigoni (basso) ed Aronne Gavazzeni (batteria e percussioni).
Dopo un’iniziale proposta di accurate cover di matrice anni 90, la band lavora alla stesura di alcuni brani inediti ed elaborando una dimensione sempre più personale con l’importante scelta dei testi in lingua italiana, nel febbraio 2012 viene autoprodotto un demo-ep dal titolo “Rumori dal piano di sotto” contenente 3 tracce inedite.
Il sound e gli arrangiamenti diventano nel tempo più definiti e riconoscibili. I pezzi vedono convivere intrecci melodici armoniosi con incursioni elettriche più spinte, trovando una sorta di equilibrio negli intrecci di chitarre e tastiere.
Mossi dal buon riscontro live e con diversi nuovi brani nel cassetto la band decide negli ultimi mesi del 2014 di dare il via al processo di realizzazione del primo disco ufficiale.
Il progetto prende forma tra febbraio e maggio 2015, con un’intensa sessione di registrazioni presso Il Teatro delle Voci di Treviso, uno dei più grandi e più particolari studi di registrazione d’Europa, guidati dalla sapiente supervisione di Jean Charles Carbone.
Nasce così “Il Mare di Dirac”, un disco di otto tracce dal sapore decisamente live, con la quale la band vuole allargare gli orizzonti locali e spingersi in un panorama decisamente più ampio.
Anticipato dal singolo “Cracovia”, il disco viene pubblicato nel novembre 2015, avviando così un lungo tour promozionale che vedrà la band coinvolta in numerose apparizioni live, interviste, recensioni e passaggi radiofonici.
Non mancano partecipazioni ad importanti progetti nel panorama indipendente (quali le IndieMood Session, sessioni di registrazioni live tra i canali di Venezia o la partecipazione ad una compilation tributo a Claudio Rocchi per XL Repubblica) e collaborazioni con altre band del panorama indipendente locale.
Dopo due anni di intensa attività e con molte nuove idee nel cassetto, nel 2018 la band decide di dedicarsi completamente alla stesura di un nuovo lavoro, con la precisa intenzione di non porsi nessun limite in termini compositivi e di arrangiamenti.
Nascono cosi dieci nuovi brani molto intimi e personali, che mettono un punto alla parentesi del disco precedente e rappresentano una nuova dimensione sonora della band.
I nuovi brani vengono incisi tra il gennaio ed il marzo 2020 presso l’EDAC Studio di Fino Mornasco e guidati dalle abili mani di Davide Lasala ed Andrea Fognini prende forma un nuovo disco ricco di sfumature ed arrangiamenti cangianti, che vuole strizzare l’occhio ad un articolato pop-rock d’autore.
Interrotti dall’inaspettata e dura parentesi pandemica, la band decide di posticipare la pubblicazione del disco sino ad oggi.
Alla ricerca di un nuovo inizio è cosi che viene pubblicato ora un primo singolo, “Tutto quello che saremo”, che anticipa l’album di prossima uscita, accompagnato da un visionario videoclip firmato Erika Errante.
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