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OFFICINE BUKOWSKU: E’ online il video di “Sabbie Mobili”, il primo singolo estratto dall’album “Il primo giorno d’inverno” uscito il 16 novembre.

19 Dicembre 2018
inInediti, News Italia
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OFFICINE BUKOWSKU: E’ online il video di “Sabbie Mobili”, il primo singolo estratto dall’album “Il primo giorno d’inverno” uscito il 16 novembre.
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https://youtu.be/WWhnD1hnvUQ

Un amore finito, il niente che ormai resta da dire e le ruvide chitarre delle Officine Bukowski.
Sabbie Mobili è il primo singolo estratto dall’album “Il primo giorno d’inverno”
uscito il 16 novembre 2018 per Alka Records Label.

IL VIDEO
Quando la musica finisce, le luci si spengono e ci si lascia le mani? Quando i marmi di una splendida sala da ballo si trasformano nelle profondità della terra, dove il silenzio tra di noi rimbomba tra colonne di gocce d’acqua e calcare divenute stalattiti? A un certo punto ci si toglie la maschera, che nascondeva il sentire perfino a noi stessi. Quando è quel punto in cui si guarda in faccia alla realtà di un amore finito? Forse nello scrivere una canzone le idee assumono la forma di un abbraccio che non scalda più esaurito anche l’ultimo filo di voce. La luce può colpire in volto e accecare, come la verità del sentire, oppure può allungare ombre alle spalle e lasciare nelle profondità del buio il senso ultimo di uno stare insieme.

Sabbie mobiliè il primo singolo estratto daIl primo giorno d’inverno, debut album delleOfficine Bukowski, uscito perAlka Records Labelil 16 novembre. Il video diAlessandroRomeleeLara Angoli,(Framelab)è un pezzo che mette in musica i sentimenti di un addio, la fine di un matrimonio, in cui il tessuto sonoro è ruvido e carico di ritmiche up-tempo forsennate, pur lasciando spazio a sonorità più morbide.

LeOfficine Bukowskiaprono squarci su una chiusura e lasciano alla musica tutte le domande rimaste senza risposta, la sofferenza all’intensità delle chitarre, la paura alle linee di basso che tracciano la via a ritroso, la frustrazione alla sezione ritmica che segna secondo dopo secondo tutte le volte che ci abbiamo creduto.Sabbie mobiliè, come l’intero disco: un viaggio di andata e ritorno attraverso l’amore, rabbia e ancora amore, tanta quanta è la dose di verità che si può sopportare, un mare agitato colto nell’attimo in cui cessa la tempesta, tra atmosfere alternative 90s, electro-rock alla Placebo e cammei di indie rock italiano.

«Il primo giorno d’invernoporta con sé un messaggio fondamentalmente positivo– spiega la band –una fune che giunge sul fondo di un pozzo buio per offrire una via d’uscita a chi è rimasto intrappolato, ma senza proporre false speranze o semplici soluzioni: la fatica sarà risalirla, quella fune».

Il chiaro riferimento del titolo al solstizio d’inverno, è un rimando simbolico a quel momento dell’anno in cui il sole ha raggiunto il punto più basso della propria ellittica ed è pronto ad iniziare il proprio cammino di ripresa, guadagnando ore di luce dalle tenebre. Perché dalle profondità si emerge e quando la musica si ferma ci si ritrova in piedi, finalmente. E tutto quello che si è passato resta incastonato tra le note di una canzone.

IL DISCO
Sembra la fine ed è un inizio. Sembra che tutto si accartocci su di sé in grumo di rabbia invece si prepara al riparo del freddo. Sembra l’inizio del gelo e lo è. Allo stesso tempo è la notte più lunga che già ha in sé lo scivolare verso la luce attraverso i mesi più cupi.Il primo giorno d’inverno, il solstizio, il giro di boa, dove rabbia e sofferenza vengono nominate e diventano forza creativa, che si fa urlo, che strappa al grunge dei versi e all’hard rock leatmosfere 90s, che nell’ossessione energica del metal trova struttura; un attimo e quasi si va a fondo, tra allucinazioni e deja-vu che riportano alle atmosfere della Bristol deltrip hop, ma poi si risale spinti dalle correnti blues, verso l’electro-rock deiPlaceboe le liriche italianissime allaLitfiba.

Il primo giorno di invernoè un viaggio di andata e ritorno dentro amore, rabbia e ancora amore, dieci canzoni istintive e sincere, tanta quanta è la dose di verità che si può sopportare, prima di ritrovarsi sul palco a farne canzone. Sembra la fine invece è un inizio, anzi, un esordio. Quello delleOfficine Bukowski, dove le parole e la voce sono diDebora Chiera, le sei corde diPaolo De Feudis(chitarre) e le quattro diCarlo M. Fabbrini(basso). La sezione ritmica èWalter Viola, fondatore del gruppo e già batterista deIl vuoto elettrico,una delle realtà dell’indie lombardo dove il post-rock esonda nel noise.

«Officine è il rigore e la disciplina di una bottega d’artigiano –spiega la band– fucina di creazione dove la fredda sostanza del materiale viene plasmata dalla forza e dall’ingegno dell’essere umano che forgia da sé il proprio futuro. E poi c’è Bukowski, vecchio fabbro sporcaccione che nelle sue pagine ci trascina tra l’incudine e il martello: un genio, un artista della parola che ha ordito trame fittissime in grado di legare sacro e profano, un campione della vita vissuta che ha sperimentato fama e fame. Ciascuno di noi è, nel suo intimo, un Charles Bukowski che talvolta volge lo sguardo al bello sconfinato del mondo, per goderne centellinando ogni istante d’immenso, mentre altre volte si perde nelle proprie oscure perversioni che, salvo false ipocrisie, sono di ognuno il sale della vita».

Il primo giorno di invernoè prodotto daWe are Next3già al lavoro conX-Factor, Casino Royale, Delta V, UstmamoeDolce Nera: Roberto Vernetti alla supervisione artistica Michele Clivatiproduzione e mixing, Matteo Lo Valvoal mastering.Un album che alle diverse influenze dei suoi componenti affianca collaborazioni di grande spessore, a partire proprio daVernetti, volto noto al grande pubblico per la partecipazione a X-Factor nel 2009 come vocal coach diClaudia Morie nel 2015 come producer perSkin(voce degliSkunk Anansie), a cui si aggiungono due special guest:Gian Maria Accusani, voce e chitarra diSick TamburoeProzac+ePaolo Saporitivoce deiTodo Modo.

Una cerchia di persone raccolte attorno a un progetto che a tratti pare suonare come le 4:48 del mattino, quando il giorno sembra non arrivare mai, un minuto dopo l’alba arriva e ancora prima di vederla la si ascolta, registrata in presa diretta nellaTaverna Studiodei fratelliMarco ed Ettore Giuradei, nomi noti nel panorama indie (Giuradei, DUNK). Un’altra voce dell’indie lombardo comePaolo Topalascia per un attimo il microfono deIl vuoto elettricoe ispiraDebora Chieranella scrittura delle title track, vero e proprio inno alla resilienza:a testa alta puoi resistere allʼurto / ciò che ti uccide ti libera / dal tuo sorriso un mondo migliore sarà.
«Un album che ha radici solide nel disincanto e nel cinismo tipici di una certa maturità di vita –spiegano i quattro Bukowski– ma che non nasconde la voglia di sognare e di continuare a cercare la felicità, i cui toni tenui fanno da sfondo al quadro duro e oscuro, dipinto dalla voce.Il primo giorno d’invernoporta con sé un messaggio fondamentalmente positivo, una fune che giunge sul fondo di un pozzo buio per offrire unavia d’uscita a chi è rimasto intrappolato, ma senza proporre false speranze o semplici soluzioni: la fatica sarà risalirla, quella fune».

C’è chi ci riesce ad uscire dalleSabbie Mobili–sai, ho deciso di lottare per non soffrire più, canta Debora. Chi si è fottuto comeRenée, un uomo che è “come un leone in gabbia / senza via d’uscita“. Chi sceglie di perdersi e ritrovarsi comeZingara, che chiude il disco, mentre all’inizio dell’album un’intro di pensieri sconnessi nel dormiveglia lascia spazio a lei: una canzone in cui la voce delleOfficine BukowskiincontraPaolo Saporiti,che aggiunge una profondità roca aChi era Viola,dove il testo ritrova nel buio l’amore più puro, quello di una figlia verso la madre, faro nel mare in burrasca di una vita.
Un faro che a volte, può essere anche una canzone.

Officine Bukowski
Debora Chiera– voce
Walter Viola– batteria e percussioni
Paolo De Feudis– chitarre
Carlo M. Fabbrini– basso

Credits album
Registrato in presa diretta presso laTaverna Studiodei fratelliMarco ed Ettore Giuradei(DUNK) in Franciacorta; mixato, prodotto e masterizzato daWe are Next3 Michele Clivati, Roberto Vernetti e Matteo Lo Valvopresso lo studioNEXT3di Curno (BG).
Testi e armonizzazioniDebora Chiera. Il testo deIl Primo Giorno d’Invernonasce da un’ispirazione diPaolo Topa (Il Vuoto Elettrico),scritto conMatteo “Matt” LOQI.

Ospiti
Paolo Saporiti(cantante deiTodo Modo), voce e mandolino –Anime,voce –Chi era Viola;
Gian Maria Accusani(chitarrista, voce e produttoreProzac+, Sick Tamburo), chitarra –Renée
Marco “Element” Preziosa, rap –Zingara
Paoletta “Mamy Nox” Nocerinocori, armonizzazioni
Roberto “Luso” Lusardisynth

Logo:Maurizio Di Vincenzo, fumettista diDylan DogeMagico Vento,Sergio Bonelli EditoreProgetto grafico:Paolo Altibrandi,Lupo Alberto, curatore diTutto PazienzaeDylan Dog Color Fest n°18.

Booking e management:La Petecuta Media Music, affiliataCentury Media Records.

Contatti
Macramè – Trame comunicative
info@macrameufficiostampa.it

Tags: Alka Record LabelItaliaRockLa Petecuta Media MusicMacramè – Trame comunicativeOfficine Bukowski
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