Il Colore del Sahara è il nuovo singolo di Aristea, un brano fresco dalle sonorità sognanti, rilassanti e travolgenti.
Una vera e propria canzone sul valore che abbiamo come persone e in questo caso di quanto l’artista ora sia consapevole del suo valore e di quanto finalmente si senta sé stessa.
Spiega l’artista a proposito del suo nuovo inedito:
«Questo brano fresco ma intenso segna la mia rinascita, la conquista della mia libertà, dell’amore verso me stessa e vuole dare un messaggio importante: mai smarrirsi a causa degli altri, mai farsi trattare come esseri inferiori, mai ascoltare troppo quello che dicono gli altri.
Amiamoci, amiamoci tanto perché è con noi stessi che passeremo la nostra vita, lo dobbiamo a noi stessi».

Come nasce la figura artistica di Aristea?
La figura artistica di Aristea nasce dopo una serie di esperienze che mi hanno segnata… dopo riflessioni, prese di coscienza, consapevolezze… Come dico sempre Aristea è l’estensione di Arianna..
La mia figura artistica completa quella personale. È una figura in continua crescita, con tanti sogni e progetti, ma soprattutto con una grande anima.
Cosa c’è all’origine del tuo nome d’arte?
Ho pensato per anni al mio nome d’arte… Aristea è un nome magico… Ho avuto altri nomi d’arte che sentivo non essere giusti per me. Da sempre cercavo un nome d’arte che mi appartenesse al 100% e una notte è nato Aristea.
Il nome d’arte è un po’ come un tatuaggio: un’impronta importante nella tua vita, un particolare determinante. Il nome è nato una notte, mentre parlavo con i miei coinquilini, che mi hanno portato verso di lui.
Aristea è un nome magico, il miglior nome che avrei potuto trovare. In realtà per me racchiude tanti significati, tra i quali il suo significato originale: nobile d’animo, e poi mi fa pensare alle stelle (i miei nonni, che dall’alto mi guardano e guidano, sempre).
Quanto sono importanti i social nella riuscita di un progetto musicale?
Al giorno d’oggi i social sono fondamentali per la riuscita di un progetto musicale. Se non li si cura puntualmente e non si cerca di rendere noto il proprio lavoro sui social si rischia di non arrivare a nessuno.
I social permettono di avere una relazione più immediata con chi ci segue, ma danno anche la possibilità di farci conoscere da chi non ci segue, sempre dal momento in cui le cose che facciamo vengono apprezzate.
Potrei affermare che i social ora come ora sono la chiave: chi li sa usare bene sotto tantissimi aspetti, può riuscire a fare grandi cose.
C’è un artista con cui sogni di poter avviare una collaborazione?
Assolutamente, vorrei tanto poter collaborare prima o poi con Ultimo, con Ermal Meta, Mengoni, Negramaro… ma anche con alcuni trapper o rapper (Fedez, Mr. Rain, Ghali, Fred de Palma per citarne alcuni, ma anche tra i trapper emergenti ce ne sono molti che stimo).
Qualche anticipazione sui tuoi prossimi progetti?
Io ho in mente tantissime cose: dalle collaborazioni, ai talent, all’album, a Sanremo, ai concerti, agli eventi…
Sto continuando a scrivere brani, sto facendo un corso di Songwriting per ampliare le mie vedute anche a livello strutturale, melodico, creativo e le mie capacità autoriali.
Ho il gruppo con il quale sto preparando il repertorio da proporre sia come artisti di strada che nei locali, ma io ambisco sempre al grande pubblico. Io vorrei tanto potermi fare conoscere da più persone possibili: forse dopo molti anni proverò la strada dei talent.
Sicuramente mi avvicinerò di più anche ai concorsi musicali e nel frattempo mi preparo per proporre un brano a Sanremo giovani, visto che è il mio grande sogno sin da piccina.
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