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Intervista a DANIELE PISTONE: “Il suono di questa città” sonorità frizzanti e dal ritmo serrato che ci racconta l’epoca della pandemia dal punto di vista di un musicista chiuso in una stanza.

22 Luglio 2021
inInterviste, News Italia
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Intervista a DANIELE PISTONE: “Il suono di questa città” sonorità frizzanti e dal ritmo serrato che ci racconta l’epoca della pandemia dal punto di vista di un musicista chiuso in una stanza.
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Fuori da mercoledì 30 giugno il nuovo singolo di Daniele Pistone dal titolo Il suono di questa città.

Il cantautore, originario di Saronno ma globetrotter nell’animo, torna con un pezzo dalle sonorità frizzanti e dal ritmo serrato che ci racconta l’epoca della pandemia dal punto di vista di un musicista chiuso in una stanza.

Daniele Pistone parla così del suo pezzo: La città è Lisbona. Il suono è la musica che non ha mai smesso di percorrerla.

Il tempo è quello della pandemia. Centinaia di musicisti stipati nelle loro case, ognuno suonando la propria musica in attesa del grande ritorno per le strade della ridiscente città.

Così nasce la storia di Frankie, chiuso nella sua stanza. 

In bilico tra sogno e realtà, riesce a sentire l’eco di questa musica cadere dalle nuvole e rimbalzare tra le strade, le mura, i palazzi, e senza esitare afferra la sua tromba e inizia a suonare, in una notte che come un sogno vorrebbe non finisse mai.


Come nasce la figura artistica di Daniele Pistone?

Dalla passione per la musica. Da che ho iniziato a suonare non ho più smesso. Ogni volta che ho del tempo libero suono, e quando ho da fare, probabilemnte sto suonando. Per quanto riguarda il concretizzare un’identità artistica è stato un processo diverso.

Credo di averci messo tanto a pubblicare la mia musica proprio perché non volevo crearne una.

Ma alla fine dei conti è un passo che bisogna fare. E devo dire che lo trovo divertente. Cerco di creare una personalità basandomi su i colori della musica invece che su me stesso. Un po’ come se lo facessi per qualcun’altro.

Come nasce invece il tuo ultimo singolo?

Nasce da una storia che inventai anni fa, così per passare il tempo. Poi, quando già stavo a Lisbona, una notte per caso, mi sono usciti gli accordi giusti, mi è tornata in mente quella storia, e in neanche un’ora mi sono ritrovato un pezzo finito.

Ci ho messo molto a registrarla. È un brano molto articolato e volevo renderlo più Pop possibile. Un lavoraccio, ma alla fine mi sembra che suoni abbastanza bene. La connessione con il periodo storico è arrivata solo successivamente.

Mentre facevo il video. Realizzai che avevo appena passato un anno della mia vita chiuso in stanza sognando di tornare a suonare.

Le tue prime esperienze musicali le hai avute a Lisbona, dove hai preso parte anche ad un progetto elettronico: FOGGY. Quali sono secondo te le analogie e le differenze tra la scena musicale portoghese e quella italiana?

A dire il vero le mie prime esperienze sono in Italia, solo che ai tempi non lo ritenevo ancora il mio lavoro. Ma comunque… Mentre di analogie se ne potrebbero incontrare molte, ma poco rilevanti, le differenze, sono una in particolare: in Italia non c’è praticamente spazio per presentare un qualcosa che non rispetti i canoni del vendibile (canone molto stretto), e peggio ancora, la gente si affida solo cio che conosce gia.

Qui in portogallo invece mi sembra che la gente ascolti di più. C’è più musica, c’è più curiosità. Per fare un esempio, prima della pandemia, ogni lunedi avveniva una Jam Sessio Jazz dove c’era più pubblico che musicisti.

Impensabile in Italia. Poi ovvio, le radio oggi giorno, dove ti trovi ti trovi, passano sempre i soliti pezzi, ma sento che qui la gente ha voglia di ascoltare sempre qualcosa di nuovo. Cerca, e quando trova, si esalta.

Come si distingue “Il suono di questa città” rispetto al tuo precedente singolo “Asini”?

Beh, al di là del genere musicale, ciò che le distingue, sono i contenuti. “Asini” è quasi una critica sociale, un ragionamento fatto a voce alta, dove voglio comunicare qualcosa alle persone, cercando di proporre una maniera umile e, a mio parere realistica, di pensare. “Il suono di questa città”, come ho già accennato prima, è una storia che racconto spensieratamente, dove conta di più il trasporto emotivo suggerito dalla musica che le parole in sé.

Quanto sono importanti i social nella riuscita di un progetto musicale?

Credo molto. Oggi più che mai, i numeri fanno apparenza, e l’apparenza è la cosa che conta di più. Se sembri uno bravo, è più che sufficiente, poco importa che tu lo sia veramente. Senza contare che, avere tanti follower è l’unico modo per avere le sincere attenzioni da parte di un produttore/distributore/etichetta.

Io ho appena iniziato a operare tramite i social, e non sono bravo a farlo. Quindi quanto conterà nella mia carriera musicale, lo vedremo.

C’è un artista con cui sogni di poter avviare una collaborazione?

Non sono un sognatore, quindi, sinceramente, non ci ho mai pensato.

Puoi darci qualche anticipazione sui tuoi prossimi progetti?

Sicuramente continuero a pubblicare singoli, e a riguardo posso solo dire che saranno tutti di generi differenti. Spero che abbiano un effetto a sorpresa e non il contrario .

Mentre un album mi sembra obsoleto di questi tempi, quindi onestamente non ci sto nemmeno pensando. Vorrei invece continuare a realizzare vidoeclip. È una cosa che mi diverte e credo mi stia venendo anche abbastanza bene.

Poi spero di poter suonare dal vivo il prima possibile. Qui in Portogallo è ancora un po’ complicata la situazione, ma prima o poi tornerò a fare un giro in Italia. Insomma non è il periodo migliore per fare promesse a nessuno. Staremo a vedere.


Daniele Pistone, artista emergente, erge una mano dal terriccio fangoso della musica indipendente. Musicista poliedrico, plasmato dalla strada, trova in essa l’ispirazione per la sua musica: “Non esiste nessun protocollo di vita. Trova la tua felicità, e rispetta quella degl’altri.” 

Italiano, è nato e cresciuto a Saronno dove ha vissuto fino all’età di 26 anni, quando (dopo 8 anni passati in fabbrica) decide di mollare tutto per viaggiare e fare della musica una parte concreta della sua vita. Dopo un anno senza sosta tra Francia, Spagna e Portogallo decide di fermarsi a Lisbona.

Qui si troverà a far parte di varie “street band” facendo i conti con le mille sfaccettature musicali che la città può offrire. Questo periodo acquisirà un’importanza fondamentale per l’espansione dei suoi orizzonti musicali, acquisendo conoscenza di ritmi e melodie sudamericani e africani come Salsa, Samba, Som Cubano e Afro-beat.

Dal 2018 prende parte al progetto elettronicoFOGGYcon il quale, nel 2020, in piena pandemia pubblica il singoloNo escurinho.

Spronato dal 2020, decide finalmente di scrivere e comporre musica originale, così l’11 febbraio 2021 lancia il suo primo singoloAsini. Il brano è una critica sociale con l’intento di far pensare a ciò che veramente è importante, senza doversi sforzare a realizzare sogni che nemmeno ci appartengono.

Inoltre, vuol essere un input a mettere da parte l’odio e la paura che ci allontanano dalle altre persone mettendole e mettendoci sempre sotto giudizio, spingendoci a doverci sentire migliori degli altri.

Autore di testi e musiche, Daniele Pistone esplora i punti di forza e debolezza alla ricerca di stimoli e delusioni, eccessi e perplessità, accantonando le pretese di una sola risposta, per aprire la porta alla curiosità di chi non smetterà mai di cercare, così nella vita, come nella musica.Il suono di questa cittàè il suo ultimo singolo.

Instagram – Facebook – YouTube – Spotify

Tags: Daniele PistoneItalia Rock
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