Dal 16 luglio è disponibile in rotazione radiofonica “HEY” (Maqueta Records), brano di VASCO BARBIERI già presente su tutte le piattaforme di streaming.
“HEY” è un pezzo pop rock nato come reazione a una fase di sconforto personale di VASCO BARBIERI. Può essere, quindi, considerato un incitamento musicale a lasciarsi andare, a lanciarsi nell’imprevedibilità della vita tornando ad avere come centro se stessi nella propria improbabilità.
È un grido alla ribalta, come in Highlander, alla carica, un invito a godersi il viaggio della vita a prescindere da dove ti porti. Parola d’ordine: libertà.
Prima domanda per rompere il ghiaccio: chi è Vasco Barbieri?
Vasco Barbieri è un musicista che sta finalmente conquistando una propria identità attraverso una sua sonorità. È una persona che da sempre si è interrogato sul senso dell’esistenza e che, alla fine, ha concluso che l’unico modo per trovarlo è darglielo.
Per cui Vasco è “un filosofo” che ha trovato nella musica il suo linguaggio princeps per capire la realtà e concretizzarla, rendendola tridimensionale.
Parlaci un po’ del tuo background musicale: qual è stata la tua formazione e quali sono gli artisti che ti hanno ispirato?
Suono da quando ho 7 anni, il pianoforte è stato il ponte che mi ha permesso di rientrare in contatto con il mondo dopo un brutto incidente che mi aveva fatto perdere la memoria.
Da allora ho studiato prima in una Summer school in Ohio e poi privatamente, incontrando insegnanti che hanno suscitato in me sempre più curiosità verso le potenzialità di questo linguaggio
Sono stato tendenzialmente timido e ho impiegato anni prima di suonare in pubblico e con altre persone ma, da quando ho cominciato, non sono più riuscito a smettere. I miei punti di riferimento sono stati i grandi classici Rock degli anni ’70 e, con il tempo, ho iniziato a scoprire l’immensità della musica classica.
Ovviamente il mio obiettivo è riuscire a creare ponti fra questi due universi, uno intimisticamente rivoluzionario e l’altro formalmente coerente, in modo da sviluppare una sonorità che possa abbattere i muri del perbenismo classico e lasciar emergere i conflitti personali che ogni uomo in crescita si trova quotidianamente ad affrontare.
Qual è il messaggio che vuoi trasmettere con “Hey”?
Braveheart “Avanti tutta! All’arrembaggio!”. Hey è stato l’ultimo singolo rilasciato come punta di diamante per indicare il senso dell’intero album The Turtle, ovvero un pezzo che potesse dare forza, così come ha fatto con me, a coloro che ancora non credono in se stessi e ad incitarli a mettercela tutta in ciò che sono.
Hey è una domanda, un incitamento, un urlo di speranza che vuole rompere i veli dei condizionamenti per far fuoriuscire le singole personalità nella loro genuina diversità.
Cosa puoi raccontarci sulla scena musicale della tua città e come ti inserisci all’interno di essa?
La scena musicale della mia città, in questa fase di tentennamenti fra zone gialle e riaperture, stenta ancora a ripartire.
Molti colleghi ed amici hanno provato in questa fase a solcare le onde del web attraverso concerti in streaming e registrazioni a distanza; senz’altro non c’è lo stesso gusto del suonare per qualcuno che ti sta davanti ma, personalmente, mi ha concesso/costretto a scoprire nuove infinite potenzialità che le tecnologie offrono per raggiungere il tuo sound perfetto.
Ho assistito ad alcuni concerti a numero limitato, date le circostanze, e penso che tutto quel vociare sull’annichilimento della scena musicale siano soltanto chiacchiere ed, anzi, c’è qualcosa di tonico che bolle in pentola!
Qual è l’elemento che non dovrebbe mai mancare in un pezzo firmato Vasco Barbieri?
La speranza, la fiducia, il coraggio. Sono convinto che chi fa il musicista abbia un ruolo, in un certo senso, politico nei confronti del mondo e, soprattutto, fra un paio d’anni non voglio sentire le mie lamentele da giovane inesperto, ma vorrei ricordare me stesso come qualcuno che ci ha provato, nonostante tutto.
Quali saranno i prossimi step del tuo progetto?
Durante il periodo del lockdown mi sono iscritto a un corso di composizione per approfondire le mie conoscenze e scoprire nuovi modi in cui altri compositori hanno sviluppato il loro quid. Quindi, per il momento, studio e approfondisco.
Inoltre sto elaborando questo progetto anche in italiano, così da raggiungere tutti nel nostro paese… e, grazie alle conoscenze che sto scoprendo, mi piacerebbe farlo in uno stile sempre più raffinato ed efficace, così da partecipare al racconto di quest’epoca che sta cambiando il mondo.
Vasco Barbieri nasce nel1985. In seguito a una caduta entra in coma per un lungo periodo e si risveglia il 30 aprile 1993.
Questo evento segna in maniera indelebile la sua crescita. Vasco rimuove e non ricorda più gran parte degli episodi della sua infanzia e si ritrova a vivere in un mondo a lui del tutto nuovo. Il coma gli causa gravi danni alla vista, a cui reagisce sviluppando un udito fuori dal normale: vede le frequenze!
Si avvicina così per la prima volta al pianoforte ed inizia a suonare ad orecchio.
La musica diventa la sua valvola di nutrimento e ne fa lo strumento principale per inventare il suo nuovo mondo. A 9 anni la famiglia crede nel suo potenziale e lo manda a studiare in Ohio presso una Summer Music School del Cleveland Institute of Music, dove incontra per la prima volta il mondo accademico della musica classica.
Rientrato in Italia segue per tre anni l’Actor Studio di Roma e nel 2013 consegue una laurea in Filosofia perfezionando i suoi interessi per la comunicazione e il suono, indirizzando in questo modo i suoi interessi verso la Musicoterapia.
Gli studi inizialmente influenzano la scrittura delle sue prime canzoni, spesso rivolte alle questioni di carattere esistenziale, ma grazie all’ascolto di diversi artisti e di generi musicali, come Benjamine Clementine, Jeff Bukley, James Blake e Cinematic Orchestra, e alla spasmodica ricerca su quello che potrebbe essere il suo proprio stile musicale, le sue future canzoni diventano un mezzo per raccontare il proprio mondo interiore.
Dopo aver approfondito il panorama dell’informatica, esordisce con 4 singoli preparando il lancio del suo album. “A little bit of present“, “Convert“, “Love Remains ” e “Hey” sono serviti a introdurre il cammino che gli ha permesso di trovare il coraggio per incidere i suoi lavori.
Con il suo album “The Turtle”, presentato con un concerto il 25 settembre 2020 al Live music Club Le Mura a San Lorenzo a Roma, con cui racconta le sfide che ha dovuto compiere per accettare se stesso e imparare a usare la sua voce.
Durante il lockdown a causa del Covid, sfrutta il tempo a disposizione iscrivendosi a corsi di musica classica presso L’Aimart per perfezionare le sue ricerche musicali. Tra le canzoni dell’album, “Hey” con il suo videoclip ottiene 4 giugno 2021 il riconoscimento con il Premio alla Resilienza al Festival Internazionale Tulipani di Seta Nera.
Il brano è disponibile in radio dal 16 luglio 2021.












